L'evoluzione della stampa 3D non conosce confini terrestri...

Non vi è dubbio che la Stampa 3D sia sinonimo di futuro ed oggi vogliamo parlare degli spazi, sopra le nostre teste, solcati dagli aerei che volano e che, proprio grazie alla Stampa 3D, saranno sempre più leggeri e meno inquinanti.

In tal senso si è recentemente pronunciato Vito Chinellato, country manager della multinazionale tedesca Eos, secondo il quale bisogna lavorare per avere dei cieli a emissioni zero, grazie appunto alla tecnologia 3D, su cui l' azienda che rappresenta ha costruito il proprio business sin dal 1989.

 

A riprova di quanto sopra, infatti, si consideri che nel settore aeronautico la domanda di additive manufacturing, ossia l’insieme dei processi di fabbricazione ‘per strati’ a partire da modelli digitali e polveri metalliche, è in crescita.


Certamente, di questo tipo di innovazione, si è recentemente parlato all’International Paris Air Show, tenutosi a Le Bourget dal 19 al 25 giugno, occasione d’incontro per gli operatori del settore e per le aziende che propongono loro nuovi strumenti.

In tale contesto lo stesso Chinellato ha avuto modo di dichiarare  come la stampa 3D offra maggiore libertà nella progettazione:

"E' possibile, ora, produrre un unico pezzo fondendo, tramite laser, strati successivi di polveri metalliche mentre, prima, si dovevano assemblare e saldare pezzi diversi ottenuti per sottrazione da un blocco di materiale iniziale.
In tal modo la produzione è più veloce e non si generano scarti

Dopo una fase di sperimentazione della stampante 3D" aggiunge Chinellato "siamo arrivati alla produzione industriale, ma nei prossimi anni serviranno stampanti specifiche per il segmento aeronautico, perchè sino ad oggi avevamo modelli impiegati trasversalmente in vari settori".

In definitiva  la stampa 3D consentirà di produrre componenti più leggeri per i motori: il peso verrà ridotto  dal 40% al 60% del totale.


Il classico Boeing 777, utilizzato dalle compagnie internazionali, peserà di meno e consumerà minor carburante in volo con una riduzione sensibile  dell’emissione di CO2.

 

L'unico freno all'innovazione è il costo elevato, in quanto una macchina Eos può costare dai 700 mila fino a 1,5 milioni di euro a seconda della grandezza della stampante, cifre assolutamente proibitive per le piccole e medie imprese titubanti ad investimenti con ritorno economico di lungo periodo.

Un'eccezione, in tal senso, è rappresentata dalla Precicast di Chiasso, azienda  specializzata nella produzione di turbine per aerei.


Interessanti le dichiarazioni del suo Ceo,Giuseppe Facchini: "Siamo una fonderia che ha stravolto completamente il suo ciclo produttivo grazie a queste macchine.
Secondo i miei calcoli, nell’ultimo periodo, abbiamo aumentato la produzione del 20-30% oltre ad aver ridotto i tempi e gli spazi di lavorazione, oltretutto non licenziando nessuno, dall'arrivo delle macchine
" e questo sfata la leggenda secondo cui le fabbriche 4.0 taglino i posti di lavoro.


In definitiva, e ci piace concludere con le considerazioni di Facchini in tal senso: "Nei prossimi anni non avremo bisogno di meno operai ma, a differenza del passato, dovranno essere specializzati".

 

Quindi, come già evidenziato in altre occasioni, il mercato delle Stampanti 3D che rappresenta il futuro, l'innovazione e l'alternativa per ridurre l'inquinamento atmosferico, offre la possibilità di creare una nuova figura di tecnico specializzato in tale settore, su cui però ci si dovrà preparare con passione e dedizione.

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