La nascita della tecnologia 3D

Nel vorticoso sviluppo della tecnologia della stampa 3D, è bene sempre ricordare colui che per primo la inventò, quasi per caso, agli inizi degli anni ottanta.

Chuck Hull, ai tempi, era un Ingegnere, responsabile delle lampade UV.

 


Il suo capo di allora, quando Chuck gli propose questa rivoluzionaria idea di costruire una macchina che stampasse oggetti, non capì bene quel che il suo dipendente stava dicendogli.

 

Erano i tempi di  Star Trek, molto di moda nelle sale, e il dirigente non diede, inizialmente, molto peso a quelle parole.

Ma dopo aver cercato di dissuadere il cocciuto Chuck da quell'idea bizzarra, alla fine accettò un compromesso: l’ingegnere avrebbe lavorato di giorno alle lampade dell’azienda e, di notte, anche nei weekend se voleva, si poteva dedicare alla sua stampante da fantascienza.  


L’idea di base era quella di realizzare oggetti con strati di plastica, incisi da un blocco iniziale e fissati con le lampade a ultravioletti, ma serviva la macchina per farlo e quindi doveva, prima, costruire questa innovativa stampante 


In estrema sintesi, partì dal codice che sarebbe servito a creare  il programma che avrebbe guidato la fresa nel taglio per poi arrivare all' assemblamento dell'hardware; il tutto richiedette mesi di tentativi ma, alla fine, il miracolo tecnologico riuscì, grazie alla caparbietà di Chuck e nacque la prima stampante 3D della storia.

 

Questa prima tecnica di stampa 3D, a quel tempo, venne chiamata stereolitografia e i primi prototipi vennero messi in commercio nel 1986, dalla 3D Systems fondata da Hull in California


Quando l'invenzione fu completata, Hull non aveva lontanamente in mente quel che sarebbe successo e quel che aveva avviato, a cominciare dal movimento dei Maker ( gli artigiani digitali ) e dei Fablab (  i laboratori di fabbricazione digitale ) che si diffusero negli anni in tutto il mondo, per arrivare ovviamente a tutta la rivoluzione industriale che, mese dopo mese, anno dopo anno, sta modificando molte tecniche di produzione.

 

Oggi Chuck ha 78 anni e si gode l'applicazione sempre più capillare della sua straordinaria invenzione, ma ricorda sempre come uno dei primi oggetti da lui prodotti fu una piccola coppa, che volle regalare alla moglie in segno di ringraziamento per aver avuto la pazienza di sopportare tutte le notti in cui l'aveva lasciata sola, per dedicarsi alla sua creatura tecnologica.


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